Al nut al nyet

Ti trovi nel quartiere a luci rosse di Amsterdam che stai camminando verso nord, dove c’è la stazione centrale. Da una parte hai Casa Rosso, il teatro del sesso, dall’altra, poco più avanti, il Museo dell’Hashish e della Marijuana. Svolti a sinistra, superi il canale sul ponte Oudekennissteeg e ti trovi davanti alla Oude Kerk, la chiesa vecchia. Procedi ancora un po’ e superate le ultime vetrine alzi lo sguardo e leggi, in alto sulla facciata di una delle strette case che sembrano emergere dall’acqua, Al nut al nyet.

Al nut al nyet in inglese l’ho tradotto Greed brings grief, che non è una traduzione letterale. Una traduzione letterale neanche gli olandesi, almeno quelli a cui ho chiesto, sapevano darla, che al nut al nyet è olandese antico dicevano, non lo parla mica più nessuno. Al nut al nyet, e mi ci è voluto un po’ a capirlo, vuol dire qualcosa come chi troppo vuole nulla stringe, e in questo caso le parole dipinte al numero 59 di Oudezijds Voorburgwal sono separate al centro da un grosso tulipano di metallo appeso sulla parete dell’edificio.

Al nut al nyet l’ho tradotto in inglese perché qualche settimana fa ho proposto a Matador Network un pezzo sulla bolla dei tulipani, questo fenomeno accaduto nel diciassettesimo secolo per cui un singolo tulipano aveva raggiunto lo stesso valore di una casa ad Amsterdam. È una storia conosciuta, però con la scusa che era in arrivo la Festa Nazionale dei Tulipani, che capisco non entusiasmi quanto la Sagra del Crostone e dei Taglierini al Tartufo di Strozzacapponi ma io qui sono e devo lavorare con quel che ho, e con la scusa che si era appena concluso un anno di bestemmie per tutti quelli che avevano comprato dei Bitcoin, ho pensato potesse funzionare.

E infatti ha funzionato, e mi hanno commissionato il pezzo, e così l’ho scritto, pensando di poter fare un po’ di propaganda anti-capitalista raccontando questa storia di speculazione e collasso, parlando di fiori come metafora dei mali del nostro tempo, del flagello che è l’avarizia. Poi, dopo che ho consegnato il pezzo, la editor mi ha risposto dicendo Ma cos’è sta roba? e io gli ho detto Come cos’è sta roba? e lei mi ha detto Ma è scritta proprio male, sembra una pagina di Wikipedia, che si fa fatica ad arrivare in fondo, e io allora gli ho detto che mi dispiaceva, che provavo a sistemare, e lei mi ha detto Ecco, bravo, sistema che così proprio non si può leggere.

Quindi ho sistemato il pezzo, poi lo ha sistemato anche la editor, poi abbiamo cambiato un paio di cose insieme, poi lei lo ha passato in mano ad un altro editor e alla fine quel che è rimasto del mio manifesto floreale è che in Olanda se volete vedere i tulipani, è meglio venirci tra fine Marzo e fine Maggio e che i Giardini Kaukenhof non sono per niente male come giardini per vedere i tulipani. Potete leggerlo qui, o anche no.

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