Il polo euroasiatico dell’inaccessibilità

Quelli di Matador Network mi hanno chiesto di scrivere un articolo sul polo euroasiatico dell’inaccessibilità. Io non sapevo nè cosa fosse, né dove fosse e quando l’ho scoperto ho scoperto anche che il luogo in cui tutti pensavano si trovasse fino al 2007 in realtà era stato calcolato male perchè qualcuno aveva detto che il golfo di Ob era in fiume e invece viene fuori che il golfo di Ob è un pezzo di mare, e quindi spostando il mare si sposta anche il polo euroasiatico dell’inaccessibilità, che, si scopre con nuovi calcoli, adesso sono due poli euroasiatici dell’inaccessibilità e quando gliel’ho detta questa cosa a quelli del giornale, loro mi hanno detto Ah, scrivi di entrambi allora, e quindi io gli ho detto Ma guardate che io in questi posti mica ci sono stato, non sono sicuro neanche ci si possa arrivare, e loro allora mi hanno detto Eh, ma tra gli scrittori che abbiamo sei quello che ci è andato più vicino e comunque non importa, che questo è un pezzo di ricerca, mica bisogna esserci stati per fare le ricerche, anzi già che ci sei perché non scrivi di tutti i poli continentali dell’inaccessibilità, che per ogni massa terrestre ce n’è uno, e quindi è una settimana che leggo di luoghi in cui arrivare non è impossibile ma sicuramente poco pratico, incluso il polo sud dell’inaccessibilità in Antartide, dove i russi per qualche motivo hanno deciso di andare per primi piazzando un busto di Lenin rivolto verso Mosca nel mezzo del nulla più assoluto (tranne la neve, quella c’è) e il polo nord dell’inaccessibilità dove ancora non è arrivato nessuno anche se uno ci ha già provato due volte, e insomma questo è il risultato.

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